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L’antico borgo medievale è individuato da una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi, che circoscrivono il vecchio centro abitato su cui emergono le vestigia del Castello Normanno. Caratteristici sono i vicoli interni e i sottopassaggi voltati ad arco ricavati tra le case. Ben visibili dalle Gole del Sagittario sono alcuni rilevanti edifici a schiera, purtroppo celati nei prospetti dalle superfetazioni degli ultimi secoli. Sono le “Case dei Lombardi”, costruite da maestranze settentrionali tra il 1480 e il 1520, soprattutto per impulso dei Belprato. Per comodità di percorso iniziamo la visita di Anversa dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XVI) caratterizzata nella facciata da un ricco portale rinascimentale in pietra calcarea datato 1540 e da un rosone, scolpito nel 1585, le cui colonnine radianti sono andate perdute.
L’interno, diviso in tre navate da piloni cilindrici in pietra, conserva alcuni altari dell’epoca con decorazioni scolpite a grottesche, una pregevole statua di San Rocco, sull’altare omonimo, in terracotta policroma, “quasi certamente d'artefice paesano”, secondo Antonio De Nino che ne redasse la scheda nel 1890. Ricordiamo inoltre il monumentale tabernacolo ligneo, sempre del XVI secolo, dorato nel 1664 dal maestro De Picchi di Pescasseroli. Sull’altare maggiore è esposta, in sostituzione dell’originale trafugato nel 1981, la riproduzione dello splendido Trittico di Anversa, raffigurante l’incoronazione della Vergine con San Tommaso che riceve la cintola e gli Apostoli presso il Sepolcro, San Michele Arcangelo e San Francesco d’Assisi.
Si tratta di una tempera su tavola, di medie dimensioni, dove dominano il colore rosso e verde cupo su fondo oro, opera di un ignoto maestro della prima metà del XVI secolo, secondo alcuni studiosi influenzato dalla scuola fiorentina, ma più verosimilmente legato all’ambito marchigiano. Dedicata al Santo patrono già nel secolo XI, la chiesa di San Marcello fu ampliata e abbellita sotto la signoria di Niccolò da Procida, il cui stemma è scolpito sulla sommità del portale. L’elegante portale tardogotico, rigoglioso di fantasiosi motivi ornamentali scolpiti, vegetali, antropomorfi, animali, è impreziosito nella lunetta sestiacuta da un raro trilobo che suggerisce un’influenza borgognona. L’affresco, del 1472, raffigura una Madonna col Bambino e Santi Marcello e Vincenzo ed è riconducibile ad una personalità artistica del gotico internazionale.
All’interno della chiesa sono visibili lacerti d’affreschi tra i quali ricordiamo le immagini di Santa Caterina d’Alessandria e di Sant’Antonio. Il castello fu edificato dai Normanni nel XII secolo. Poiché aveva lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna, ha costituito per secoli una postazione strategica fortificata di cui resta l’alto rudere della torre d’avvistamento che domina l’abitato. Il castello fu a lungo dimora dei Conti di Sangro, che lo ampliarono e fortificarono ulteriormente, successivamente dei Belprato che a loro volta lo abbellirono e vi ospitarono studiosi e intellettuali. Al suo interno c’era la cappella comitale di San Michele Arcangelo che, secondo la tradizione, custodiva inizialmente il Trittico di Anversa.
La rocca dei Sangro è divenuta famosa per l’ambientazione della tragedia dannunziana “La fiaccola sotto il moggio”. porta Pazziana è una delle porte superstiti della cinta esterna del borgo medievale, l’altra è quella di San Nicola.
Castrovalva
A Castrovalva si entra nell’antico Castrum, di cui non esistono vestigia, attraverso una porta ogivale. Superata la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie ci dirigiamo verso la piazza dove sorge la parrocchiale, Santa Maria della Neve, del XVI secolo. Al XII secolo risalirebbe invece la chiesetta di San Michele Arcangelo, patrono del luogo, costruita sulla cresta del monte Sant’Angelo. |
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