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mercoledì, 8 Settembre 2010    
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Castrovalva

Anversa degli Abruzzi Castrovalva, a chi si inoltra lungo la Valle del Sagittario, appare appollaiata in alto sulla Roccia. Le sue case le danno l'immagine, come ebbe a scrivere la Macdonnel, di un Nido d'Aquila.Il paese nasce dal raggruppamento degli abitanti di cinque ville.Don Paolo Finocchi attingendo dalle prime capitolazioni di Castro, scrive che la prima villa era situata alla Valle Santa Maria, e lì la Chiesa di Santa Maria in Salicta; la seconda in Fonte Cinno con la chiesa sotto il titolo di Santa Lucia; la terza villa in Valle Domnica con la chiesa di San Cesidio; l'altra a Valle Pagliara e la chiesa di San Rocco; la quinta villa era sul monte chiamato Castellaccio, sotto il titolo di San Michele, quest'ultima era il castello di Valva in custodia della Corfinia.

La citata chiesa di San Cesidio era possedimento di Montecassino e data a livello dall'Abate Aligerino per ristorare il monastero incendiato dai Saraceni. Gli abitanti di queste cinque ville si raggruppano sul sito dell'attuale Castrovalva, e gli studi condotti da Antonio De Nino hanno confermato l'esistenza di questi antichi agglomerati urbani proprio nelle contrade citate da Don Paolo Finocchi.

Prima dell'anno mille erano in possesso del monastero di san Vincenzo al Volturno. Federico II di Svevia con lo Statuto dei Castelli fa di Castrovalva il caposaldo per il controllo di una gran parte del territorio peligno; Gli Angioini in seguito confermano lo Statuto dei Castelli. Per quanto riguarda il numero di abitanti si sa con certezza che nell'anno 1173 era popolata di 48 capofamiglia con circa 200 abitanti; nell'anno 1447 era tassato per 12 fuochi e per un numero di 78 anime; nell'anno 1595 era tassato per 50 fuochi fiscali per cui moltiplicando per 4,5 si hanno 225 abitanti; nell'anno 1640 gli abitanti erano 252, nel 1669 erano 315 e nel 1732 erano 310 per arrivare ai 404 del 1916.

Fino a tutto il 1500 Castro è stata feudo dei Di Sangro è passato poi per vendita al Dottor Annibale Paschale di Bugnara. Ad iniziare dal 1600 i feudi furono fatti oggetto di commercio e Castro passò per le mani di molti baroni, i Di Salvo di Scanno, i Marchesano, i De Rosa di Napoli, per passare poi a Giovan Battista Roberti di Lucera, tesoriere di Chieti, che elevò la baronia di Castro a marchesato, infine passò ai Pomarici di Matera che conservano ancora il titolo di Marchesi di Castrovalva.

Oggi il paese, abitato d'inverno da circa 30 persone, è frazione di Anversa degli Abruzzi. Molti discendenti dei vecchi abitanti del luogo hanno intrapreso un processo di ristruttutazione di vecchi edifici, stalle e cantine per rendere più accogliente il paese e per permettere ai turisti di poter soggiornare nella piccola ma ospitalissima frazione, fondamentale in questo processo il "lavoro" svolto dai proprietari dell'agruturismo "Nido d'Aquila" che forniscono ai villeggianti Vitto e Alloggio.

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